Il pane di Grotta Paglicci.
Dimenticate l’idea che l’agricoltura e la lavorazione dei cereali siano nate “solo” 10.000 anni fa nel Neolitico. La storia dell’alimentazione umana è stata riscritta tra le rocce del Gargano, precisamente a Rignano Garganico, dove è stata rinvenuta la farina più antica del mondo.
Una scoperta rivoluzionaria.
Nel 2015, un team di ricercatori ha analizzato i reperti provenienti da Grotta Paglicci, un sito archeologico di valore inestimabile. Su un antico pestello di pietra sono state trovate tracce inequivocabili di granuli di amido.
La datazione? Incredibile: 32.000 anni fa.

Questo significa che l’Homo Sapiens del Paleolitico superiore non viveva di sola carne, ma aveva già imparato a raccogliere e trasformare i vegetali selvatici in un composto nutriente e conservabile.
Identikit del “primo pane” della storia.
Ecco i dettagli tecnici emersi dalle analisi sui residui trovati sul pestello:
- L’ingrediente: si tratta di avena selvatica (Avena barbata).
- La tecnica: i chicchi venivano prima riscaldati (per facilitarne la macinazione e la conservazione) e poi frantumati con pietre appositamente sagomate.
- L’uso: la polvere ottenuta veniva probabilmente mescolata con acqua e cotta, creando una sorta di focaccia o polenta primordiale.
- Le pitture rupestri: ospita rare raffigurazioni di cavalli e impronte di mani.
- I resti umani: sono stati rinvenuti scheletri che hanno permesso di mappare il DNA dei primi europei.
- L’ingegno: il pestello ritrovato è la prova che la tecnologia della macinazione è nata molto prima dell’invenzione dell’aratro.
Oggi la Puglia è famosa nel mondo per il suo pane di Altamura o i taralli, ma questa scoperta ci ricorda che il legame tra questa terra e i cereali ha radici profonde 320 secoli. La prossima volta che addentate una focaccia, ricordate che l’idea originale è nata proprio qui, nelle grotte del Gargano.
