Un mega-parco della Preistoria sul Gargano: l’idea top secret di una multinazionale tra i dinosauri di Borgo Celano e Grotta Paglicci.
Dalle orme dei giganti della terra di milioni di anni fa fino allo straordinario patrimonio dell’Uomo di Grotta Paglicci. Il territorio tra Borgo Celano e Rignano Garganico potrebbe presto diventare il palcoscenico di un mega-parco dei divertimenti e della scienza a impatto zero, interamente dedicato alla preistoria.
A ideare e progettare l’intervento sarebbe una nota multinazionale del settore, attiva nella gestione di parchi di divertimento a livello nazionale, che avrebbe già puntato gli occhi sulle bellezze naturalistiche e storiche del Parco Nazionale del Gargano.
Un viaggio nel tempo: dai dinosauri all’età dei metalli.
Il concept del parco è ambizioso e unico nel suo genere: unire in un’unica grande esperienza didattica e ludica l’intera evoluzione della Terra e dell’uomo. Il percorso tematico dovrebbe spaziare dalla preistoria geologica fino all’età dei metalli, passando attraverso le fondamentali tappe del Paleolitico e del Neolitico.
I siti di riferimento scelti per questo mega-progetto non sono casuali e rappresentano due eccellenze assolute, sebbene oggi ancora sottovalutate dal turismo di massa:
- La Cava dei Dinosauri di Borgo Celano (frazione di San Marco in Lamis), celebre per le sue preziose e numerose impronte fossili lasciate dai grandi rettili della preistoria.
- Il sito e il Museo di Grotta Paglicci a Rignano Garganico, scrigno di inestimabile valore che, in oltre 60 anni di ricerche continue, ha restituito più di 45.000 reperti tra testimonianze materiali e artistiche dei nostri antenati.
Il limite attuale e la svolta del “Parco della Preistoria”.
Oggi, nonostante l’enorme potenziale, il Parco dei Dinosauri di Borgo Celano si rivolge prevalentemente a un pubblico di bambini e ragazzi, mentre il Museo di Grotta Paglicci attrae soprattutto un turismo di nicchia, di scolaresche e di studiosi d’élite.
La realizzazione di un grande parco tematico integrato rappresenterebbe una novità assoluta e inimitabile, capace di colmare questo divario e trasformare l’area in una meta turistica di rilievo internazionale, portando flussi massicci di visitatori da tutto il mondo.
Rispetto della natura: niente cemento né plastica.
Uno degli aspetti più delicati e rilevanti riguarda l’impatto ambientale. Stando alle prime indiscrezioni trapelate, la struttura dovrebbe integrarsi perfettamente con l’orografia dei luoghi, rispettando rigorosamente le severe misure di tutela imposte dal Parco Nazionale del Gargano.
Il progetto punterebbe a un modello di sostenibilità radicale: la costruzione avverrà utilizzando esclusivamente materiali naturali, escludendo categoricamente l’uso di plastica e cemento, in pieno accordo con lo spirito di tutela del territorio.
Occupazione e sviluppo per un’area in sofferenza.
Oltre all’indotto turistico, l’impatto socio-economico sarebbe dirompente. Un’opera di tale portata porterebbe centinaia di posti di lavoro stabili in un territorio che sconta storicamente gravi criticità dal punto di vista occupazionale, offrendo nuove opportunità professionali ai giovani della Capitanata.
Chi c’è dietro il progetto?
Al momento i promotori mantengono il massimo riserbo e preferiscono restare anonimi. La multinazionale avrebbe infatti delegato un’associazione del territorio per sondare il terreno e avviare i primi contatti istituzionali con i Comuni di San Marco in Lamis e Rignano Garganico.
L’idea è suggestiva e potrebbe ridisegnare il futuro turistico ed economico del Gargano interno.
Seguiranno aggiornamenti non appena emergeranno nuovi sviluppi, speriamo solo che la politica per un volta non resti miope di fronte a questa opportunità.
